Ci vuole coraggio. Un gran coraggio. A dare vita ad un proprio quartetto, e a guidarlo con quella fermezza di cui solo le donne sono capaci. A credere che abbiano importanza solo le ragioni dell'arte, ed esse soltanto. Ma Carla Marciano è fatta così. Ed è proprio per questo che, nell'attuale panorama del jazz italiano, in cui convivono e sopravvivono talenti eccezionali e musicisti di scarso spessore (una minoranza, per fortuna), la straordinaria sassofonista salernitana è riuscita ad imporsi. Grazie anche ad intensi anni di studio (è diplomata in clarinetto, ma il sax lo ha imparato a suonare da sola, Nda) e a tre dischi: "Trane's Groove", "A Strange Day" e l'ultimissimo "Change of Mood". A dispetto di quella sin troppo diffusa logorrea discografica, sintomo più evidente della profonda crisi che investe tutto il mondo della musica.
Ascoltare "Change of Mood", quindi, significa vivere in tempo reale un momento felice della storia del nostro jazz. E l'aggettivo "nostro" merita davvero di essere sottolineato. Certo, non bisogna dimenticare che Carla Marciano, Aldo Vigorito (contrabbasso), Alessandro La Corte (pianoforte) e Gaetano Fasano (batteria) sono alcuni degli esponenti migliori della scuola salernitana di jazz, la più affine alla tradizione afro-americana. Ma i riferimenti consapevoli e inconsapevoli agli artisti di oltreoceano (il talento di Carla Marciano, grazie al tour americano del 2006 e al legame con la prestigiosa etichetta Black Saint, è conosciuto e riconosciuto anche negli Stati Uniti, Nda), e in particolar modo al grandissimo John Coltrane, rappresentano solo una parte della sua musica. A dominare è il suo autentico modo di essere, ricco di piacevolissime contraddizioni. Fragile e forte, timida ed estroversa, determinata e sempre pronta a mettersi in discussione. Del resto, è sua la frase scelta come titolo per iniziare il racconto di "Change of Mood": "Tu sei la tua musica". E la sua musica è anche la nostra! |